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n°1 GENNAIO 2021 - anno LXIII
Voce di Orentano
Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato
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Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore respons. Don Roberto Agrumi - e-mail parrocchia - roberto.agrumi@alice.it
arissimi fedeli, siamo già arrivati all’anno nuovo e le feste natalizie si concluderanno con L’ Epifania.
Purtroppo devo constatare che le celebrazioni del Natale sono state molto poco frequentate dai nostri cari fedeli, vuoi per la paura del virus vuoi per una profonda stanchezza e mancanza di zelo, insomma tutte banali scuse. Spero solo che con l’arrivo del vaccino, qualcuno possa riprendere coraggio e ritornare alla chiesa per riprendere il cammino di fede. Che l’anno nuovo ci porti davvero una liberazione dalla pandemia ed un nuovo slancio nella vita da fedeli. Spero e prego solo che il nuovo anno sia per tutti noi motivo di una più vera e sincera conversione al Signore Gesù che è nato per noi e rivedere così rifiorire un cristianesimo Quando un’ immagine parla più di milioni di sempre più vero e sincero. A tutti voi auguro di parole riuscendo a trasmettere sensazioni ed cuore che questo santo Natale abbia portato emozioni uniche. Una istantanea di una potenza tanta pace e gioia e spero anche un pò più di incredibile. Ritrae Papa Francesco che martedì benessere economico, che di questi tempi, non 8 dicembre alle 7.30 si presenta in Piazza di farebbe davvero tanto male. Anche la Spagna per donare alla Madonna una corona di parrocchia sta attraversando un momento un fiori. Papa Francesco depone un mazzo di rose bianche ai piedi di Maria. E prega. Un pò difficile. I contributi sono spariti, le elemosine messaggio di Fede e Speranza. In questi sempre meno e le offerte pochissime. Abbiamo momenti difficili. E Papa Francesco, ancora da affrontare diverse spese, tante e tante una volta ci sorprende, emoziona il mondo con famiglie che vengono a chiedere aiuto alla un gesto semplice ma profondo. (Gabriele Toti)
La santa Cresima, chiesa e purtroppo non possiamo accontentare tutti. Siamo più generosi e vedrete che il inizialmente prevista per il 17 gennaio alle Signore, saprà ricompensare ore 16,00, è stata abbondantemente. Spostata al 14 marzo
Vi benedico tutti, vostro don Sergio
Il Gruppo Fratres di Orentano augura a tutti i donatori, e alle loro famiglie un Buon Natale e un felice anno nuovo, vogliamo esprimere a chi ha fatto la propria donazione la nostra gratitudine, per il vostro continuo impegno nella donazione di sangue, nonostante questo periodo di pandemia non avete fatto mancare la vostra solidarietà, vi ringraziamo per il vostro generoso gesto verso il prossimo, invitandovi a continuare in questo percorso di amore incondizionato, che serve a salvare la vita...
Rosanna Mangino, pres. Gruppo Fratres C OR S O D I PR E PA R A Z I ON E A L Esattamente 5 anni fa, il 20 dicembre 2015, iniziava dal nostro territorio la MATRIMONIO Ricordiamo a tutte le missione, come Vescovo della nostra Diocesi,per Mons. Andrea Migliavacca: coppie che intendono sposarsi nel 2021 che è prima a Villa Campanile e poi ad Orentano. Oggi pomeriggio, 20 dicembre, ha celebrato una novena in occasione delle prossime festività di Natale nel giardino obbligatoria la frequenza al corso di della Casa di Riposo, senza entrare all’interno della struttura nel rispetto delle preparazione al matrimonio. Inizierà lunedì 8 norme anti-covid19. Un modo per salutare operatori ed ospiti della struttura e febbraio, ogni lunedì alle 21,15 nella ricordare questa data. Ringrazio e saluto Mons. Migliavacca per la attenzione che pone al territorio e soprattutto alle fasce più deboli della popolazione. (G.T.) cappellina dell’asilo ad Orentano.
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Gruppo scout - Orentano 1 Una bella iniziativa del gruppo scout di Orentano: fare una col letta alimentare per essere destinata alle persone bisognose. E’ una attività importante che assume un significato ancora più forte in questo periodo di pandemia.
Grazie agli scout per questa attenzione e ricordarci che nella nostra società esistono esempi molto positivi, avvalorato ulteriormente dall’essere svolta dai più giovani. Ed è stato bello vedere anche la risposta di persone ed associazioni locali. (Gabriele Toti)
Auguri e doni alle scuole del nostro Comune
Ilaria Duranti, Gabriele Toti e Sandro Sodini
Nei giorni scorsi siamo stati a fare gli auguri nelle scuole. Un giro assai diverso rispetto allo scorso anno quando riuscimmo a fare un saluto quasi a tutte le classi. Ma questo anno è così, oramai si sa e la soluzione per non farci portare via anche questa piccola normalità è stata andare dagli insegnati responsabili dei plessi e fare a loro gli auguri da estendere a tutti gli altri, uniti a un grande grazie per quello che tutti loro hanno fatto, fanno e faranno. Faccio però ora tanti auguri di buone feste a tutta la Scuola, dal dirigente ai bambini, passando per il personale docente e non docente e senza dimenticare i genitori.
Perché tutti insieme, ognuno per la propria parte, hanno fatto un ottimo lavoro in questi primi mesi ed estendendo poi questi auguri anche a tutto il Nido di infanzia. Questo anno poi abbiamo donato alle sezioni del Nido di infanzia «il Bruco» e alle scuole dell’infanzia di Castelfranco e Villa Campanile, al posto dei dolcetti come gli scorsi anni e, in accordo con gli insegnati, un pacchettino di «cose utili», fogli e pennarelli!
Nonna Renata Galligani sconfigge il Covid a 102 anni e torna a passeggio nel parco degli animali
Renata è tornata ad accarezzare la zebra, le caprette e gli asini. Una passeggiata nel parco, due chiacchiere con le amiche e una videochiamata con il nipote a Roma hanno scandito la giornata del ritorno alla libertà. A 102 anni. Il coronavirus non è riuscito a togliere il sorriso alla «nonna» della casa di riposo di Orentano, che mercoledì 16 dicembre ha finito la quarantena di ventuno giorni. Vissuti serenamente, da positiva asintomatica, tra alti e bassi sul piano psicologico che non hanno intaccato l’ironia di una donna forte, legata a doppio filo al suo paese, che nel corso dei 102 anni di vita, ha sempre trovato la forza di superare lutti e ostacoli «Oh Nini, ho visto la guerra, figuriamoci se mi fa paura questo virus» ha continuato a dire agli operatori della Rsa
La «magia» di Dicembre
È dicembre il mese invernale più atteso e sentito dalle nostre tradizioni popolari. Il freddo, la pioggia, il gelo, la neve, non sono mai riusciti a imbrigliare la gioia che scaturisce dalla sorprendente concentrazione di ricorrenze che esso racchiude. A mano a mano che ci si avvicina al Natale, sembra, metaforicamente, di avvicinarsi ad un fortilizio di festività che promette pace e dove sappiamo esservi luce, calore e riposo. Ma quest’anno dicembre è diverso, come tutti i mesi scanditi da marzo a oggi in questo 2020. Il Coronavirus ci ha costretti a rivedere il nostro vivere, ridisegnando, nelle sue articolazioni, le nostre usanze, le nostre consuetudini, le nostre passioni. Dicembre inizia con un flusso maggiore di entrate finanziarie ed il nostro istinto è di programmare acquisti in ogni senso. Si pensa al guardaroba da rinnovare o potenziare, all’auto da cambiare o da emendare in quella magagna meccanica che abbiamo fin qui, a malapena, sopportato. Si pensa al mobile da sostituire o alle ferie e ai viaggi da programmare: tutti provvedimenti legittimi e comprensibili. Cos’altro poi? Si scrivono biglietti di auguri, «letterine» a Babbo Natale… Un veglio dalla canuta barba bianca, soffice come lo zucchero filato che va in giro su slitta trainata da renne: con iconografie in tal guisa, anche ritornar un po’ fanciulli è desiderabile. Insomma… tutto sfavilla. E i bambini in quest giorni sono un autentico fermento. È una gioia scorgere tra le pieghe delle loro espressioni l’intensa attesa del vecchio vestito di rosso e bianco (come Coca Cola insegna). Anche la canna fumaria del camino – per chi ce l’ha – riscuote un’attenzione inusitata, riverberando suggestioni e qualche fanciullesco timore per la notturna calata del vegliardo. Arriverà a notte fonda, solo e soltanto quando anche l’ultimo occhio indiscreto del più piccolo inquilino di casa si sarà abbandonato alle dolci nenie di Morfeo. Tutta la casa è avvolta di riverberi magici e incantati da far invidia a «Le cronache di Narnia». Perchè diciamocelo: non occorre un Pascoli – col suo fanciullino – per sentire che nel cuore di ogni uomo c’è il desiderio di rivivere, almeno una volta l’anno, un momento fiabesco.
Una fiaba che però abbia le iridescenze della realtà, come aveva poeticamente intuito all’inizio del ’500 un papa Medici, Leone X, quando parlò di «favola cristiana»: il cristianesimo è talmente bello e desiderabile da sembrare una «favola». Dicembre allora, segna anche un periodo di rientro in noi stessi, nella nostra intimità: mentre tutto sfavilla, una piccola, tenue luce illumina una capanna: è la casa della famiglia di Nazareth, il presepe. E qui genitori e bimbi mettono in scena, con improvvisata regia, il primo tempo della Storia della Salvezza; e di solito è il più piccolo della famiglia che depone la statuetta del bambinello nella mangiatoria: «Perché papà questo bambino nasce in una stalla?». Eh… le domande dei bambini danno le vertigini: più facile rispondere a uno scienziato che a un «piccirillo». Nonostante tutto ci si prova: «Questa nascita ricorda a tutti noi la grande compassione che Dio ha avuto per noi e che noi dobbiamo avere verso tutti… specialmente verso i più bisognosi, i più deboli, i più poveri. ». Come detto, ci si prova… Ma… si diceva… quest’anno il Natale sarà diverso esteriormente anche se la sostanza non cambia, anzi si fa più cristallina. Godiamocelo, gustiamocelo allora nella sua essenzialità, vivendolo nell’intimità della nostra famiglia.
Il nostro indimenticato don Luciano Marrucci dal suo «romitorio» in Valdegola un giorno scrisse: «Suonano le campane in queste vallate. Invitano le anime cristiane a muovere verso le chiese, i corpi che a quest’ora non hanno più le ombre che nel giorno erano grevi e perfino pesanti da trascinare. Quanto in questa notte accade, accade nel colmo della notte e del silenzio. È il mistero della luce ed ancora il mistero della voce.
Tu cerca di pensare insieme a me: le tenebre non possono soffocare la luce; anzi la evidenziano; è nel buio che puoi vedere il fulgore delle stelle; quanto al silenzio…. è nel più profondo silenzio che puoi percepire i bisbigli, avvertire i sospiri e perfino sentire i battiti del cuore. A Natale appare una luce e risuona una voce, proprio perché ora c’è tanto buio e tanto silenzio intorno a noi». di Antonio Baroncini e Francesco Fisoni
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Un gesto simbolico Il 2020 è stato un anno spietato, non c’è molto da obiettare. E senza ombra di dubbio, lo porteremo negli annali della nostra vita. Personalmente – e senza false ipocrisie – non sono tra quelli che pensano che, prima del Covid-19, la nostra nazione e il nostro mondo fossero in procinto di brindare verso una splendente età dell’oro. Mi è impossibile affermarlo. Un cambiamento, seppur epocale, dovrebbe volgere sempre verso un miglioramento. Non so se questo possa avviare verso scenari migliori, la situazione afferma il contrario…Dopo tali premesse, torno al punto centrale verso il quale vertono queste brevi righe, che scrivo su “Coloro che amiamo e esplicita richiesta. Sì, perché non amo molto che abbiamo perduto non «pubblicizzarmi» come benefattore di sono più dove erano, ma chicchessia: in alcuni casi, un semplice gesto sono ovunque noi siamo”. Con questa frase e il silenzio, creano una migliore compagnia. Di Sant’Agostino ci piace Ad ogni modo, ne approfitto anche per ringraziare chi mi concede questo ricordare la nostra nonna spazio. In vista di quest’ultimo Natale, grazie all’associazione «Ecce Homo» e Giuseppina, che da pochi ad alcune donazioni, ho avuto a disposizione dei panettoni targati Anpd’I giorni è volata in Cielo. È Pistoia. Esse, attraverso il loro ricavato hanno uno scopo mirato: la creazione stata per tutti noi un di un monumento ai Paracadutisti nella città di Pistoia. Gesto lodevole! Come grande esempio di Amore lodevole è l’operato quotidiano di «Ecce Homo», che tende verso i più deboli, e Fede nel Signore Gesù. verso una mancata giustizia sociale. Per quanto riguarda la mia iniziativa – Anche nei momenti più intrapresa come cittadino e Consigliere Comunale -, questi panettoni ho difficili, si è sempre deciso di donarli alle varie associazioni di Orentano e Villa Campanile. Il mio 9 dicembre affidata a Lui, che l’ha è stato un atto simbolico e un riconoscimento verso chi opera all’interno di una Giuseppina Carlini accompagnata lungo sorta di «organismo», che è il proprio territorio. Ogni associazione ha il di anni 85 tuttala strada della sua proprio scopo e la propria indole, formando un legame che volge verso uno vita. Vivrai per sempre nei nostri cuori e nelle nostre spiccato senso comunitario. In un mondo globalizzato e diffidente, forse, i azioni. I tuoi Nipoti piccoli paesi riescono a resistere portando in loro una sorta di legame.
Ci hanno preceduto alla casa del Padre Tuttavia, è necessario sottolineare il fatto che stiamo vivendo in un’epoca avulsa di simboli. E il dono è un simbolo ancestrale, anche molti antropologi 14 dicembre 18 dicembre hanno improntato la loro ricerca in tal senso. Il Natale stesso, a causa del Cleofe Ficini Ademaro Cristiani consumismo e del materialismo sfrenato, ha perso ogni appiglio di sacro (dec. a Torino) di anni 83 mistero e poesia. Poesia della luce che vince sulle tenebre. Nei vari miasmi quotidiani, anch’esso, nel XXI secolo, sembra privo di senso. Ma come ha scritto 25 dicembre Benedetto XVI: «L’uomo non può vivere senza senso, ne ha bisogno come il pane Maria Banti quotidiano» Oltre a questo, si pensi anche al Vittoriale degli italiani: all’ingresso ved. Duranti vi è una frase rimasta, da sempre, impressa nella mia memoria: «Io ho quel che ho donato». Pensiero di una profondità ineffabile. In conclusione, il mio è stato anche di anni 92 una sorta di augurio, perché persino il mondo dell’associazionismo è stato (deceduta fortemente penalizzato da questa assurda e asfissiante situazione. Un augurio per a Roma) un 2021 di fierezza e speranza. (di Nicola Sgueo)
Offerte alla parrocchia
Casimiro Buoncristiani 05-01-1985
Sara e Paolo Andreotti 12-01-1988
Valentina Di Giola 04-01-2000
I familiari in memoria di Giuseppina Carlini, Moreno Carlini (Firenze), Luciano Billi (Roma), Enrico Grassi (Torino), Valter Duranti (Roma), Daniele Panattoni (Roma) in memoria di Massimo e Francesco, Raffaella Marcato e Sara Buonaguidi, i familiari in memoria di Ademaro, Giovanni ed Emilia Cristiani, Mirta Botti Abis (Bari Palese), i familiari in memoria di Maria,
Ignazio Occhipinti 11-01-2015
Cleofe Ficini 17/07/1929 = 14/12/2020 E’ mancata all’affetto dei suoi cari e a tutti gli Orentanesi che aveva nel suo cuore.
Ubaldina Comandoli 20-01-2014
Marino Marinari 26-02-1985
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4 «Positivo-Negativo», il viaggio nell’incubo del In questo intero anno, per tutti, la vita è condizionata di Antonio Baroncini da due parole: «positivo», «negativo». Due termini senza alternativa di scelta, tertium non datur, alla presenza o assenza del Coronavirus (Sars-Cov-2).
Siamo frastornati, impauriti da questo mostro volante che ancora la nostra ricerca biologica non ha sconfitto. Come tutti i virus non può vivere da solo, non possiede proprie risorse e ha bisogno di attaccarsi ad altri corpi per sopravvivere. Si aggancia alle nostre cellule, le aggredisce e in questo caso può causare sindromi respiratorie acute gravi. La relativa malattia porta il nome di Covid-19.
Questo in estrema sintesi. Ciò che ormai ha invaso il nostro lavoro, le nostre occupazioni, la nostra vita quotidiana è però la paura, e ai piccoli cenni d’allarme, seppur lievi, si pensa subito di essere in preda a questo succube, silenzioso virus (dal latino, «veleno»). «Sarò positivo?», la prima domanda che ci poniamo. E subentra il terrore per il nostro paventato bloccaggio.
Arriva il pre-tampone e poi il tampone: «Positivo asintomatico». Si entra nel tunnel della paura. L’informazione generale e, purtroppo, anche quella istituzionale, non danno semplici, uniformi indicazioni. Rimaniamo soli nelle decisioni. Ci sentiamo ancora bene, in forza fisica sufficiente per affrontare il nemico, ma già vuoti dentro. La paura ha preso il sopravvento.
Ciò che martella nella nostra mente: «Sono positivo! Sono positivo!». Inizia il processo d’intervento medico: chi, senza conseguenze, inizia la terapia d’isolamento in casa, chi invece accusa sintomi preoccupanti, viene ricoverato. Si aprono due scenari: l’ospedale e la casa. Per l’amico ricoverato, al netto della preghiera, poco possiamo fare, solo qualche contatto telefonico. Tutto è affidato alla struttura sanitaria, dove tutti cercano, con maturità e professionalità, di esercitare: «Ho potuto toccare con mano l’umanità, la competenza, la cura poste ogni giorno in essere, con instancabile sollecitudine, da tutto il personale, sanitario e non. Medici, infermieri, oss, amministrativi: ciascuno di loro s’impegna nel proprio ambito per assicurare la migliore accoglienza, cura, accompagnamento per ogni paziente». Questo il ringraziamento del cardinal Gualtiero Bassetti alla sua uscita dall’ospedale. Per l’amico in isolamento casalingo, improvvisamente, scopriamo in noi, sul campo, cosa vuol dire l’amicizia, che non è una parola vaga, ma un alto valore, che non si enuncia ma si testimonia. «Cosa ti manca? Hai bisogno di qualcosa? Stai tranquillo e chiama. Saremo lì da te il più presto possibile. Chiedi a noi e tranquillizza la tua famiglia». Sono queste le frasi che compongono le prime conversazioni: emozionanti domande ed invadenti risposte. La busta con il necessario richiesto in pochi attimi è al portone di casa o al cancello e tu colpito dal virus, ammiri la scena e ringrazi. È un ringraziamento che lascia una cicatrice: «Il mio amico è accorso, perché avevo bisogno!». Due valori: aiuto ed affetto, uniti da una sensibilità umana sublime che sembrava scomparsa, ma che ancora è viva nei nostri cuori. La paura è ancora legata a quel «positivo», ma la vicinanza di amici non ti fa sentire più solo ed allarmato. I giorni passano e finalmente l’esito finale così tanto agognato: «negativo». Il grido: «Grazie dottori, grazie assistenti, grazie infermieri, grazie volontari e – per chi crede – grazie o mio Dio». «Li ringrazio e li porto tutti nel cuore – afferma ancora il cardinal Bassetti nel suo saluto – perché con la loro opera instancabile si prodigano per salvare quante più vite possibili, impresa tanto più difficile in questo tempo flagellato dalla pandemia. Non mancheranno nelle mie preghiere». Eccoci ora di fronte ai due termini: «positivo», «negativo». Il tunnel della paura si apre alla luce, alla speranza, ma questi due mutamenti della nostra razionalità e spiritualità, lasciano il loro segno.
L’uomo si mette a riflettere ed ognuno, nel proprio silenzio, cerca di dare una risposta a ciò che è passato, a ciò che ha sofferto, a ciò che ha visto e condiviso con compagni di ospedale, con i suoi familiari, con i suoi amici.
Lo psichiatra Vittorino Andreoli afferma: «La società moderna favorisce comportamenti anomali: siamo al delirio dell’io. Va recuperata la fragilità quella che ci fa dire «ho bisogno dell’altro»». Papa Francesco, in un video messaggio inviato ai partecipanti al seminario virtuale sulla Chiesa in America Latina dice: «La pandemia ha rivelato il meglio e il peggio dei nostri popoli e il meglio e il peggio di ogni persona, Ora più che mai è necessario riacquistare consapevolezza della nostra comune appartenenza».
Covid-19
Grande presepe all’Asilo nido ed alla Scuola d’infanzia S.
Anna di Orentano. L’allestimento dell’opera è stato curato dai genitori dei bambini iscritti alla Scuola paritaria d’infanzia e all’Asilo nido S. Anna di Orentano, gestiti dalla Fondazione ’Madonna del soccorso’ ONLUS. Grazie al preziosissimo supporto delle suore, sempre presenti in tutte le fasi della preparazione, i genitori si sono tramutati in falegnami, artisti, pittori e tecnici che, con un po’ di legno e ferro, hanno elaborato un’autentica opera d’arte.
Questo presepio, infatti, riproduce su scala reale un villaggio che si illumina a festa in attesa del Santo Natale.
Oltre a pastori, pecorelle, cavalli e a tutti gli altri personaggi che animano il villaggio, non possono certo mancare la grande capannuccia con la paglia, il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria, nonché i Magi già in cammino seguendo la stella. Si tratta quindi di un’installazione realizzata in maniera artigianale dai genitori che, per la felicità di questi bambini, hanno saputo tirar fuori e mettere a frutto le proprie abilità artistiche.
Collocata nel grande giardino antistante la Scuola d’infanzia S. Anna di Orentano, l’opera è da ammirare di giorno e da apprezzare ancor di più di notte una volta illuminata. Completano questa rappresentazione due grandi Alberi di Natale in legno con tante stelline recanti i nomi dei bambini che frequentano l’asilo nido e la scuola dell’infanzia. Il Direttore di questi istituti, a nome di tutta la Fondazione, ringrazia di cuore tutte le famiglie per il bel presepio allestito all’ingresso di Orentano. Adesso l’intero paese può già assaporare il Natale e se aggiungiamo anche il Campanile della Chiesa illuminato, insieme riescono a donare ad Orentano davvero un tocco di magia. Con l’occasione, il Direttore comunica di aver visto le foto del presepio e si augura però, di poterlo vedere al più presto di persona, non appena guarito dal Covid. A tal proposito, il Comitato dei genitori augura una pronta guarigione al direttore Riccardo Novi e lo ringrazia pubblicamente per la sua preziosa e fattiva collaborazione in ogni iniziativa proposta. Anche stavolta, seppur a distanza, il suo contributo è stato fondamentale. Un ringraziamento speciale anche a Suor Teresa e Suor Shalet, che hanno fatto compagnia, aiutato e rifocillato i genitori durante l’allestimento e a tutti coloro che, a diverso titolo, hanno collaborato per la buona riuscita dell’opera, augurandoci che possa essere di buon auspicio per superare questo periodo difficile. Tanti auguri di un sereno Natale, rinnovando il consueto appuntamento al prossimo anno ricco di tante altre novità. (Comitato dei genitori)
La visita pastorale, del vescovo Andrea, interesserà anche il nostro vicariato, sarà ad Orentano e Villa Campanile, nella settimana dal 17 al 24 ottobre 2021