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Marzo 2026

Voce di Orentano,n. 3

Marzo 2026versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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Voce di Orentano

n° 3 marzo 2026 anno LXVIII

padre Ivan 333 49 16 789 - don Roberto 349 21 81 150

Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 Chiesa s. Lorenzo Mar re 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 dire ore responsabile don Roberto Agrumi

e-mail parrocchia roberto.agrumi@alice.it visita il sito della parrocchia - www. parrocchiadiorentano.it on il mercoledì delle Ceneri abbiamo iniziato la Quaresima, che durerà per 40 giorni. Il numero quaranta è un numero pieno di significati per l’uomo biblico.

Quando designa un tempo, si tratta sempre di un periodo, che segna una situazione provvisoria e di attesa, è il tempo del castigo e della penitenza, ma anche il tempo della misericordia e del perdono, è il tempo dell’intimità con Dio e del colloquio con lui. E’ il tempo in cui l’uomo prende coscienza di sé e si prepara ad accogliere i doni di Dio. E’ il tempo dell’Alleanza e della rivelazione. Per rendersi conto di tutti questi significati è necessario tener presente che nell’antichità i numeri venivano rappresentati con le lettere dell’alfabeto e pertanto, attraverso i numeri si potevano esprimere concetti che niente avevano a che vedere col loro valore numerico. Presso alcuni popoli, e in particolare per il popolo ebraico, dalla forma di queste lettere si potevano ricavare anche significati simbolici. Secondo la tradizione ebraica, il numero 40 indica con la sua forma il ventre materno e anche una sorgente di acqua. I quaranta giorni così rappresentano un periodo determinato che racchiude un avvenimento o un’esperienza che si prolunga nel tempo, ma che è aperto alla vita.

Scorrendo la Bibbia vediamo anche che con 40 anni si indica la durata della vita di un uomo. Con questo criterio il Deuteronomio (34,7) può affermare che Mosè visse 120 anni, cioè 40×3, perché per tre volte egli ha mutato radicalmente la sua esperienza di vita. Sono 40 gli anni trascorsi dal popolo di Israele nel deserto; 40 giorni e 40 notti durò il diluvio (Gen. 7,4); 40 giorni e 40 notti Mosè rimase sul monte (Es. 24,18); Elia camminò per 40 giorni e 40 notti nel deserto per sfuggire all’ira della regina Gezabele (1 Re,19,8); 40 giorni sono il tempo concesso agli abitanti di Ninive per fare penitenza (Giona 3,4); 40 sono il massimo dei colpi di verga per le punizioni corporali (Deut. 25, 3). XL (40), nella taglia del vestito significa un vestito molto largo e molto ampio. Quindi il numero 40, significa un tempo prolungato ed esteso. La Chiesa ci propone i quaranta giorni della Quaresima, perché nel silenzio e nell’ascolto della Parola possiamo ritrovare il senso del nostro pellegrinaggio qui sulla terra, perché possiamo scoprire la nostra dimensione di limite e di peccato, perché possiamo accogliere il dono dello Spirito Santo, che dà vita e speranza e nascere di nuovo nella Pasqua del Signore. Vostro Padre Ivan

C

Domenica delle Palme Ogni venerdì di Quaresima, Via Crucis alle ore 17,30. Ore 18,00 s. messa

8 marzo alle ore 18:00 presso i locali della scuola di Sant’Anna incontro dei giovani.

6 marzo (I° venerdì del mese) alle 26 Marzo ore 21.15 incontro ore 17,00 adorazione e alle ore 17,30 con i genitori della II° media. Via Crucis. 30 e 31 marzo visita e comunione agli anziani e 7 marzo ore 21,15 RASSEGNA malati, dalle 9,00 alle 12,30. DIOCESANA DEI CORI PARROCCHIALI

31 marzo alle ore 21,00 penitenziale, aperta a tutti.(Confessioni) 27 marzo l’ultimo venerdì del mese: alle ore 21,00 S. Rosario, alle ore Ogni Lunedì alle ore 21,00 21,30 S. Messa, Adorazionepreghiera per la guarigione e corso in preparazione per il liberazione- Benedizione. Matrimonio

il 28 marzo durante la messa prefestiva delle ore 18,00 saranno benedette le palme e i rami d’ulivo 29 Marzo la Domenica delle Palme e Passione del Signore.

08,30 Santa Messa (benedizione delle Palme in chiesa).

Ore 11,00 - Benedizione dei rami di ulivo e delle palme davanti l’asilo. Processione fino in chiesa, (via della chiesa – via papa Giovanni XXIII- via della chiesa) celebrazione della santa messa e lettura della Passione.

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CONFESSIONI:

IL NOSTRO VESCOVO IN IL BATTESIMO DI CRISTO UDIENZA DA PAPA LEONE di Piero della Francesca

TUTTI I SABATI Oggi, 28 gennaio, il vescovo di San DALLE 10,00 ALLE 12,00 Miniato, Giovanni Paccosi, ha NELLA CHIESA DI ORENTANO incontrato il Santo Padre in

Ricordo di Enrico e Angela

Sarebbe delitto imperdonabile da parte nostra non cogliere l’occasione per ricordare Enrico Casini, un uomo affascinato dal tempo e che ha sempre dato del Tu alla storia, nel centenario dalla sua nascita. Fosse stato ancora con noi, oggi staremmo festeggiando, seduti intorno al grande tavolo di ciliegio, la famiglia al gran completo, la tavola imbandita delle grandi occasioni, una (o due, o tre) crostate in forno pronte alla pugna. E in cuor nostro sappiamo esattamente come avrebbe accolto questo ennesimo traguardo.

Con la gioia nell’animo da eterno adolescente, quell’adorabile sorriso appena beffardo e il malcelato orgoglio di chi sa di aver fatto qualcosa di memorabile. Sarebbe un torto perché Enrico ha sempre dato immenso peso all’importanza della memoria.

Appare fin troppo chiaro rimembrando alcune conversazioni e rileggendo il manoscritto purtroppo incompiuto che sarebbe dovuto divenire la sua autobiografia; il suo testamento spirituale, l’ultima grande storia che ci avrebbe raccontato. «Tutto sommato, Ho avuto una esistenza fortunata, di cui parlerò nel seguito. Vissuta con Angela, educata in un buon convitto fiorentino, esemplare compagna che nulla ha perduto di quanto in lei mi attrasse in un tempo lontano. Abbiamo avuto tre figli, tutti onesti ed operosi nello studio e nel lavoro, il cui affetto non si è mai incrinato, che ci hanno donato sei ammirevoli nipoti. Lascio a tutti loro questi miei ricordi.» In questo breve incipit c’è tutto Enrico, ed è incredibile quanta pace trasmetta rileggerlo a distanza di tempo. La gratitudine per la vita, l’amore per la famiglia, i valori, la nostalgia per il tempo trascorso, l’accettazione del presente e lo sguardo eternamente rivolto al futuro. Quel futuro che siamo noi oggi e che della sua saggezza continua a giovarsi mentre percorriamo il nostro, di «Lungo e Avvincente Viaggio» .(Enrica Casini)

un’udienza privata in Vaticano. Ad accoglierlo c’era anche il segretario personale del Papa, don Marco Billeri, originario della nostra diocesi.

33° Rassegna dei Cori parrocchiali. Sa si prepara a vivere la 33a edizione della Rassegna dei cori parrocchiali, che si svolgerà nel periodo quaresimale. La manifestazione si articolerà in quattro serate, tutte di sabato con inizio alle ore 21,15 in altrettante chiese dei quattro vicariati: il 21 febbraio a Cigoli, il 28 febbraio a Casciana Alta, il 7 marzo a Orentano e il 14 marzo a San Pierino. Il tema centrale dell’edizione 2026 sarà dedicato a San Francesco d’Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1226.

Ogni coro sarà invitato a includere nel proprio repertorio un canto d’ispirazione francescana o contemporaneo al Santo, come quelli contenuti nel Laudario di Cortona del 1270. Ciascuna formazione avrà a disposizione dieci minuti per esibirsi, mentre il momento conclusivo vedrà tutti i cori riuniti nell’esecuzione di nell’armonizzazione di Valentino Miserachs. La Commissione Diocesana di Musica Sacra, presieduta da monsignor Bruno Meini ha invitato i cori interessati a confermare la propria partecipazione entro il 1° febbraio. Da segnare inoltre in agenda l’appuntamento del 13 maggio per la festa della Dedicazione della Cattedrale.

Nel riquadro

« Santo Francesco»,

Questo dipinto a tempera su tavola raffigura l’episodio del Battesimo di Gesù nel Giordano da parte di San Giovanni Battista, narrato nei Vangeli di Marco e Matteo. Fu realizzato per l’Abbazia di Sansepolcro, città natale dell’artista. Gesù è collocato nella parte centrale dell’Opera perché incarna il centro del mondo, la nascita della vita nuova in Cristo. È visto di fronte, immobile, con le mani giunte in preghiera e gli occhi umilmente abbassati. La perfezione del suo corpo e la posa rigida e austera lo rendono simile ad una antica statua greca. Sopra di lui, dal cielo, compare la colomba bianca immagine dello Spirito Santo. Le sottili striature d’oro intorno a lei rappresentano la luce divina. Alla scena assistono tre angeli, che allegoricamente alludono alla Trinità, e sono posizionati a semicerchio dalla parte sinistra. L’angelo con il drappo sulla spalla guarda dritto l’osservatore con l’intento di agganciare lo sguardo dei fedeli e richiamare la loro attenzione. È dietro ad un albero verde e rigoglioso, simbolo della vita che si rigenera con l’avvento del Salvatore. A differenza dell’albero in primo piano, quello alle spalle di San Giovanni Battista è secco perché simbolicamente rappresenta coloro che non si battezzano e che, non seguendo Cristo, non danno frutto. A destra, in lontananza, un neofita si sta spogliando pronto per essere battezzato. L’atto di togliersi i vestiti indica la scelta di lasciarsi alle spalle la vita precedente per entrare in una nuova dimensione esistenziale. Sullo sfondo si scorgono alcuni farisei e un dolce paesaggio collinare descritto nei minimi particolari, con un piccolo borgo.

Si tratta di Borgo San Lorenzo, presentato ambiziosamente come la nuova Gerusalemme. Il Giordano è qui identificato nel Tevere, come a dire che gli eventi e i significati evangelici riaccadono anche oggi.

Quest’opera del 1400/1450 è conservata alla National Gallery di Londra Marisa Giorgi

Testo estratto

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3 SONO TORNATI ALLA CASA DEL PADRE 12 febbraio 8 febbraio Paride Ruglioni Giacomo Buoncristiani di anni 71 di anni 81 25 gennaio Marcello Antonio Sanacore di anni 81 14 febbraio Paolo Seghetti di anni 70

11 febbraio Giovanni Duranti di anni 73 3 febbraio Maria Rita Turri nei Buoncristiani di anni 82

Paride Ruglioni La Parrocchia ringrazia Giacomo Buoncristiani Giovanni Duranti Il mio lavoro serve a garantire la salute, a dare Se c’è una cosa in cui noi scout siamo davvero bravi, supporto a chi ha bisogno. Serve a misurare è trasformare tutto in un sogno, in un racconto o in Caterina Cristiani (Roma), una pressione, a prescrivere una terapia, a fare una bella storia da custodire e raccontare. Qualcuno Renata Martinelli (Milano), una ricetta. È fatto di numeri, parametri, linee Giuliano Duranti (Milano), guida, decisioni ponderate. Il mio lavoro mi fa immaginazione. Altri invece, senza proclami, con la Luciano Billi (Roma), Pietro tirare profondi sospiri di sollievo quando costanza del tempo e con la propria testimonianza, Sonatori, Ennio Capasso qualcuno guarisce. E, allo stesso modo, mi in maniera quasi poetica, riescono a trasformare la rattrista quando qualcuno non ce la fa. Però propria vita in un bellissimo raccontocon loro non te (Roma), Patrizia Biondi resta il mio lavoro. Il mio mestiere. La mia ne accorgi subito, perché conservano un pizzico di (Roma). Attilio Tarabugi professione. E chi fa il medico sa che deve magia in piccoli gesti ripetuti ogni giorno e così imparare, per sopravvivere emotivamente, a finiscono per diventare elementi fondamentali di risparmiare una parte del proprio cuore. A una bella storia. Avete presente la storia di Harry mantenere un minimo di distacco dalle vite dei Potter? Un ragazzo che scopre di appartenere a un Manola Pavoni (Staffoli), tantissimi pazienti che attraversano ogni mondo che era sempre stato suo. Crescendo, Viana Mori (Viareggio), giorno il nostro ambulatorio. Perché altrimenti capisce di essere chiamato a qualcosa di più grande. Non reggeremmo. Ma a volte questo non è Ad Hogwarts scopre una stanza speciale, la Stanza possibile. A volte non puoi fare a meno di delle Necessità, che appare solo quando serve e che respirare l’umanità immensa di una persona. Offre esattamente ciò di cui si ha bisogno. Anche noi Non puoi fare a meno di immedesimarti nella ad Orentano abbiamo una Stanza delle Necessità. Sua bontà, nella sua dignità, nella sua forza Non è nascosta in un castello, ma in un piccolo silenziosa. Ci sono pazienti che entrano in negozietto in paese, gestito da una persona che ha ambulatorio come tali… e col tempo fatto parte della nostra storia fin dall’inizio, fianco a diventano molto di più. Diventano volti fianco, spalla a spalla, gomito a gomito con i nostri familiari, diventano pezzi del tuo quotidiano, fondatori. Perché Giovanni e Clara non hanno fatto diventano incontri che non sono solo clinici, tutto da soli: accanto hanno avuto amici speciali, ma profondamente umani. E quando queste che hanno reso possibile tutto questo. Uno di loro persone se ne vanno, dentro di te resta un vuoto era Paride. Paride non ha mai cercato di essere al che niente può colmare. È in quei momenti che centro. Era un uomo gentile, silenzioso, con una la mia professione si fa davvero umana, come voce sempre tranquilla. Eppure, giorno dopo Antonio Cassano poche altre al mondo. È lì che capisci che non giorno, la sua presenza fedele e la sua disponibilità 19-01-2000 hanno ricamato una storia bellissima, una di quelle condividendo tratti di vita. Stai camminando che restano nella memoria di una comunità, senza accanto a qualcuno nei momenti più fragili, che lui ne fosse consapevole. Era sempre pronto ad più veri, più delicati della sua esistenza. Accogliere qualcuno di noi nel suo piccolo Mondo.

Nel riquadro

Mar taBaldi( Roma), lo fa volontariam ente, con si mbolie ( Livorno), Augusto Buona guidi( Livorno), Francesca Bernar doni, stai solo curandomalattie, ma stai

Quando una vita se ne va, qualcosa si spezza Quando avevamo bisogno, lui trovava sempre una anche nel mio tram tram quotidiano di medico soluzione. Se mancava qualcosa, bastava «andare di famiglia. Si spezza il ritmo abituale delle da Paride». E lui trovava sempre qualcosa. Oggi è visite, si incrina l’automatismo delle giornate. Un momento triste. Paradossalmente ci saluta Resta un silenzio diverso. Resta una sedia che proprio mentre il suo piccolo negozio si stava non verrà più occupata. Resta un nome che non riempiendo dei mille colori delle cose utili per comparirà più tra gli appuntamenti. Giacomo vivere con allegria uno dei momenti più magici non era solo un paziente. Era una presenza. Un dell’anno ad Orentano: il Carnevale. Per un attimo, esempio di umanità, di gentilezza, di tutti quei colori e quegli spruzzi di gioia sembrano discrezione. Una di quelle persone che ti perdere importanza. Perché il nostro gentile custode ricordano perché hai scelto questo mestiere. Della Stanza delle Necessità è volato in cielo, in Sauro Cristiani Oggi, nel dolore, porto con me la gratitudine di silenzio, con la stessa tranquillità con cui ha vissuto. Averlo conosciuto. Perché se è vero che il È sembrato quasi di vederlo sparire dietro la 02-03-2022 medico deve imparare a proteggere una parte penombra di quegli scaffali per l’ultima volta, però «Sono trascorsi quattro anni da del proprio cuore, è altrettanto vero che sono senza vederlo tornare indietro a portarci ciò di cui quando ci hai lasciati, ma il proprio queste persone a dare senso alla nostra avevamo bisogno. Forse perché, negli anni, con legame che ci unisce non professione. E se qualcosa si spezza quando piccoli passi silenziosi ci aveva già donato la cosa conosce tempo. Sappiamo che una vita se ne va, è perché prima quella vita più importante: la testimonianza che una vita ci sei, che ci proteggi e che aveva lasciato un segno profondo. Grazie, semplice, vissuta con costanza e bontà, può cammini al nostro fianco in Giacomo. Per l’umanità che mi hai insegnato. Diventare una storia da custodire e da raccontare. Ogni momento di difficoltà. Ti Per avermi ricordato che prima di essere Buona Strada Paride (Carlotta Alice Bertoncini) medico, sono un uomo. (Gianmarco Nieri) famiglia."

Nel riquadro

vogliamobene, la tua

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La Regione Toscana premia Fondazione ’Madonna del soccorso’ Onlus La Commissione della Regione Toscana che fa capo al Settore Prevenzione, Salute e Sicurezza ha premiato questa mattina la Fondazione «Madonna del soccorso» come «Impresa più sicura 2025» per il progetto presentato nel bando «Buone Pratiche». L’iniziativa era rivolta alle grandi, piccole e medie imprese e aveva l’obiettivo di premiare le migliori soluzioni tecniche, organizzative e procedurali riguardo alla Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro. A ricevere il premio direttamente dalle mani dell’Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana Monia Monni, il Presidente don Mario Brotini ed il responsabile della qualità dott. Marco Regoli. «Ringraziamo la Regione per questa iniziativa e per questa premiazione che ci rende molto felici, visto il tanto impegno messo in campo a partire dalla formazione del personale - commenta il direttore generale avv. Riccardo Novi - e ci auguriamo, anche grazie ad eventi come questi, che si possano moltiplicare sul territorio le buone pratiche per la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori». La Commissione della Regione Toscana che fa capo al Settore Prevenzione, Salute e Sicurezza ha premiato questa mattina la Fondazione «Madonna del soccorso» come «Impresa più sicura 2025» per il progetto presentato nel bando «Buone Pratiche». L’iniziativa era rivolta alle grandi, piccole e medie imprese e aveva l’obiettivo di premiare le migliori soluzioni tecniche, organizzative e procedurali riguardo alla Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro. A ricevere il premio direttamente dalle mani dell’Assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana Monia Monni, il Presidente don Mario Brotini ed il responsabile della qualità dott. Marco Regoli. «Ringraziamo la Regione per questa iniziativa e per questa premiazione che ci rende molto felici, visto il tanto impegno messo in campo a partire dalla formazione del personale - commenta il direttore generale avv. Riccardo Novi - e ci auguriamo, anche grazie ad eventi come questi, che si possano moltiplicare sul territorio le buone pratiche per la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori».

14 febbraio - battesimo di Sofia Serruto di Francesco e Manole Cristina. Padrino Lovin Bogaan, madrina Carmela Serruto Apertura Iscrizioni Nido S. Anna di Orentano ed Open Day Da lunedì 13 Aprile aprono le iscrizioni al Nido S. Anna di Orentano gestito dalla Fondazione ’Madonna del soccorso’ Onlus. Il servizio educativo, oltre alle ordinarie attività, è particolarmente qualificato nello svolgimento di progettualità di outdoor education a diretto contatto con la natura e gli animali utilizzando anche il meraviglioso Parco ’Cresciamo insieme’; progettualità intergenerazionali con i nonni delle Rsa Madonna del Rosario e Maria Regina; progettualità di lingua straniera, canto e musica. L’asilo nido è gestito dalla Fondazione ’Madonna del soccorso’ Onlus ed è di chiara ispirazione cattolica. Nei giorni di lunedì 16 e 23 Marzo dalle ore 17. 30 alle 19. 00 si terranno gli open day aperti alle famiglie presso il Nido S. Anna a Orentano. Tutte le famiglie interessate sono invitate a partecipare. Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare il 331/3127321. La Coordinatrice del servizio educativo è la do .sa Linda Latella. Per iscriversi è necessario compilare e consegnare l’apposito modello presso la Segreteria della Rsa Madonna del Rosario sita in via della Chiesa n. 62 (Ingresso antistante la Chiesa Parrocchiale di S. Lorenzo). La Segreteria è aperta tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle ore 9. 00 alle 18.

00. Il modulo di iscrizione è possibile ritirarlo: a) Presso la medesima segreteria; b) Presso il servizio educativo S. Anna in via del Confine n. 1 a Orentano; c) Sul sito internet istituzionale dell’ente Fondazione ’Madonna del soccorso’ Onlus www.madonnadelsoccorsofauglia.it Sezione ’Infanzia e nido’ - ’Nido S. Anna’. Le date per le iscrizioni ai Campi solari estivi saranno comunicate sul prossimo numero del mensile Voce di Orentano.

Pietro Petri 08-01-2026

Ricordo dei defunti

Oliviero Ponziani 31-03-1984

Italia Molendi 01-09-1997

Ciao papà..non mi sembra ancora vero che tu non sia più con noi, ma sono fiero di aver avuto un padre come te. Il tuo sorriso e il tuo sarcasmo da buon toscano mi mancheranno tantissimo, ma ti ringrazio per avermi insegnato ad essere umile e attento ad aiutare il prossimo nelle difficoltà. I valori che mi hai trasmesso mi hanno reso la persona che sono oggi..quindi semplicemente Grazie Papà!. Quando passerò da Carletti, la corte dove sei nato e vissuto nei primi anni della tua vita, mi affaccerò nel vicolo dove ti infilavi velocemente per vedere la casa della tua infanzia e per nascondere l’emozione e ti penserò, sicuro che sarai lì ad aspettarmi per un abbraccio e un saluto. Ciao papà

Quinta Lucchesi 14-07-1986

Alvaro Bartoli 09-05-1978