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Novembre 2026

Voce di Orentano,n. 11

Novembre 2026versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

visita il sito della parrocchia - www. parrocchiadiorentano.it roberto.agrumi@alice.it Orentano Voce di padre Ivan Pinto 333 49 16 789 - don Roberto Agrumi 349 21 81 150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 Chiesa s. Lorenzo Marre 56022 Orentano (PI) oppur e Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direore responsabile don Roberto Agrumi e-mail parrocchia 1 anno LXVIII n° 11 novembre 2026 vostro Padre Ivan 31 ottobre alle ore 21:00 S. Rosario e ore 21:30 S. Messa – Adorazione – preghiera per la guarigione e liberazione e benedizione.

Grazie, non abbiamo bisogno di Halloween. Una festa che si sovrappone inutilmente alle nostre tradizioni. C’era una volta la zucca terrorizzante… nelle nostre campagne.

Quando, da ragazzini, svuotavamo la cucurbitacea, operavamo un taglio per bocca e naso, infilavamo sugli stecchini dei frammenti a simulare i denti e ci accendevamo dentro una candela. E i grandi facevano finta di spaventarsi. Venne poi Halloween, col suo contorno di morti viventi, zombies terrorizzanti: una carnevalata. E i bambini a offrirci l’alternativa fra dolcetto o scherzetto.

Evocando, nella memoria dei più anziani, il carnevalesco «ciccicocco» in cui i piccoli giravano per le case, mascherati alla meglio, chiedendo un uovo o una salsiccia da infilare allo spiedo. Ma i morti non c’entravano nulla. Si trattava del carnevale. Appunto. Ora, evocando streghe e zombies, non si rende un buon servizio alla memoria dei nostri defunti. Ci basta questo per sentirci in comunione. I nostri liberatori ci hanno colonizzato con chewing-gum e Coca Cola. Ma era il dopoguerra. Ora dobbiamo liberarci dai lacci del conformismo. Specie in materia di memoria dei defunti. Perché – come diceva Totò – i morti sono una cosa seria. Serissima.

Halloween, no grazie C arissimi amici il mese di novembre ci ricorda due commemorazioni: Tutti i Santi e tutti i Defunti. San Paolo scriva nella lettera agli Efesini, 1:4 «In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà.» I santi sono gli amici di Dio e glia amici nostri.

Ci sono stanti già agli onori degli altari, ma ci sono tante altre donne e uomini che sono esempi di santità anche se non ancora riconosciuti. Oggi è importante scoprire la santità nel popolo santo di Dio; nel genitori che crescano con amore i figli, negli uomini e nelle donne che svolgono con impegno il lavoro quotidiano, nelle persone che sopportano una condizione di infermità, negli anziani che continuano a sorridere e offrire saggezza. La testimonianza di una condotta cristiana virtuosa, vissuta nell’oggi da tanti discepoli di Signore, è per tutti noi un invito a rispondere personalmente alla chiamata ad essere santi. Per quanto riguarda la santificazione dei laici, essi sono chiamati ad attuarla attuando la loro vocazione propria. L’insegnamento del Concilio Vaticano II e di Papa Francesco proprio su quella che è l’impegno laicale nei confronti delle realtà temporali e del servizio dei laici alla Chiesa. È ormai assodato che l’indole secolare è propria e peculiare dei laici: «…per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio» ( LG 31). Sostanzialmente la Gaudium et spes ai nn. 43 e 76 esplicita quanto affermato da Lumen Gentium , esortando i cristiani a compiere i loro doveri terreni lasciandosi guidare dallo spirito del Vangelo. E a non confondere la Chiesa con un sistema politico ma a servire il carattere trascendente della persona umana. Sostanzialmente Papa Francesco nell’ Evangelii gaudium ripropone l’insegnamento conciliare ed anche nel motu proprio con il quale istituisce la figura del catechista ( Antiquum ministerium ) lo fa ricordando che nello svolgere questo servizio tipicamente ecclesiale in forma pienamente secolare, senza cadere in alcuna espressione di clericalizzazione. È quindi necessario coniugare l’impegno nei riguardi della società con la santità della vita. Come nota il Vescovo, se si separano i due aspetti dell’impegno sociale e della vita spirituale, c’è il rischio di emarginare la Chiesa dalla storia. Questa unità è forse la priorità da recuperare in questo cambiamento d’epoca per una nuova presenza dei fedeli laici oggi. Con i Tutti i Santi commemoriamo i Tutti i Fedeli Defunti. La Commemorazione di tutti i fedeli defunti riempie il nostro cuore di tanti volti cari. Quando noi preghiamo «L’eterno Riposo dona a loro o Signore e splenda ad essi la Luce perpetua», affermiamo che i nostri cari sono sempre vivi.

Solo i vivi hanno bisogno di riposo. Il cadavere non ha bisogno di riposo. Se i nostri cari non sono vivi a che serve portare i fiori alla tomba, a che giova andare a cimitero? Anche se alcuni non vengono in chiesa, ma vanno al cimitero è il segno che essi credono che i loro morti nel corpo sono vivi in spirito. In questo giorno particolare ogni sacerdote ha facoltà di celebrare tre Messe: una ad ibitum, una per tutti i fedeli defunti e una secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Questo mese io commemoro primo anniversario della dipartita di mia mamma.

Da noi il lutto dura un anno e finisce con la celebrazione della messa e con il pranzo. Per questo motivo sarò assente da 3 a 30 novembre.

Buona Festa di Tutti i Santi.

31 ott . alle ore 18:00 S. Messa prefestiva di Tutti i Santi.

1 novembre 8:30 e alle ore 11:30 ( A Villa Campanile al cimitero alle ore 14:30 rosario e alle ore 15:00 s. Messa)

2 novembre al cimitero di Orentano alle ore 14:30 S. Rosario e alle ore 15:00 S. Messa, al termine benedizione delle tombe.

Alle ore 18:00 S. messa in chiesa parrocchiale 1° novembre alle ore 18:00 l’incontro di Giovani per il mese di novembre non ci sarà la S. Messa, Adorazione, la preghiera per la guarigione e liberazione e benedizione. Ma sarà il 4 di dicembre il primo venerdì del mese. (perché l’ultimo venerdì del mese di dicembre è Natale 6 novembre 1° venerdì del mese. Alle ore 17:00 L’adorazione Eucaristica e S. Messa.

Testo estratto

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2 17 ottobre battesimo di Lara di Nicola Antonucci e Ilaria Melchiorre Persico 25° anniversario di matrimonio di Daniele Barbato e Giacomina Pensa 18 ottobre battesimo di Aurora Mercogliano Pellegrinaggio a «LA VERNA» con i ragazzi della di Orentano e Villa Campanile Cresima «Non est in toto sanctior orbe mons» questa iscrizione incisa all’ ingresso del santuario francescano di La Verna ci accoglie e da inizio al nostro pellegrinaggio. «Non vi è al mondo un monte più santo» recita la scritta, in latino, mai messaggio fu più veritiero di questo. A La Verna ogni passo diventa preghiera, ogni silenzio un incontro, ogni sguardo verso la croce è un richiamo alla vera essenza della vita; nel luogo dove san Francesco ricevette le Stimmate, nel silenzio ossequioso verso il creato e la bellezza della natura, si rinnova l’ incontro tra cielo e terra, tra il Creatore e l’ uomo. Ogni albero, ogni pietra custodiscono l’ eternità. Un dono che non si compra e non si misura, ma si custodisce nel cuore ed è ciò che i venti cresimandi hanno sicuramente provato, partecipando a questo ritiro spirituale, sia durante la messa, celebrata appositamente per loro, da padre Ivan nella cappella san Lorenzo, sia nella basilica, pregando l’ora nona con i frati, in processione, fino alla cappella delle Stimmate. Una immersione nella spiritualità sulle orme di san Francesco e visitando i luoghi da lui vissuti e sentieri da lui percorsi, abbiamo meditato il dono pace e della sacralità. Una bella giornata di sole e di preghiera, che ha rinsaldato la nostra fede. (Antonella Cassano)

VISITA FRATERNA DEL MONS.

JOHANNES GORANTLA.

Il L’8 ottore il mio amico dal 1998, Sua eccellenza Mons.

Johannes Gorantla vescovo della diocesi di Karnool, nello stato di Andra Pradesh (India) più giovane vescovo dell’India, venuto atrovarmi. Stato nominato vescovo il 27 febbraio 2024 nel giorno del suo 50° compleanno.

Il corso prematrimoniale per i fidanzati in preparazione per il matrimonio inizia il 11 gennaio 2027 ogni lunedì alle ore 21:15 dalle 10,00 nella chiesa padre Ivan tutti i sabati alle 12,00 CONFESSIONI: è disponibile di Orentano I l 1 0 ottobre Filippo Barsali si èlaureatopressol ’Università di Pisa Ambientale, con la votazionedi 1 1 0 / 1 1 0 , discutendo la tesi «Progetto e verifica di un’intersezione strade provinciali Sp3 e SP6: il caso di studio di Galleno».Congratulazioni da babbo Jonata, da mamma Stefania, dalla sorella Anna e dai nonni Serafino e Valeria .

Nel riquadro

in In gegneriaCivile, E di le e arotatoria tra le

Auguri ..... dottore

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3 Duilia Pellegrini Sono torna alla casa del Padre Roberto Achilli 27settembre di anni 69 Sono trascorsi 25 anni senza di voi, mamma e papà, che ve ne siete andati a soli 7 giorni di distanza l’una dall’altro. All’inizio per me e i miei figli, i vostri adorati nipoti, il dolore e la solitudine erano lancinanti. Ora questi sentimenti non sono più così invalidanti, ma hanno lasciato spazio alla consapevolezza che gli insegnamenti e gli integerrimi esempi di vita che ci avete trasmesso rappresentano una grande eredità morale. Mamma.... io ho imparato da te la ricetta di uno speciale vitello tonnato di tua invenzione che sempre tutti ti chiedevano di cucinare per le feste in famiglia. Papà.... tu mi hai insegnato l’arte del riciclo e a non buttare via niente, perché dicevi che tutto prima o poi può servire in casa. Ed è anche in questi semplici e costanti rituali commemorativi che io continuo ad amarvi e ricordarvi con gratitudine, emozione e tenerezza ! (Patrizia)

Moreno Valori e Angela Paganelli venerdì 25 settembre hanno festeggiato il loro anniversario di nozze 50° Rina Ruglioni 8-11-2001 Loris Martinelli 15-11-2001 24 settembre ved. Cavallini Elena Ambrogini di anni 90 Non sei più con me, ma sarai per sempre dentro di me- Mi manchi mamma. (Letizia)

Ivano Buonaguidi 16-11-2015 Rufina Pereira 21-10-2025 (mamma di padre Ivan)

21-11-2007 Igino Silleoni 18-06-2011 Leonetta Giovannetti Alamanno Bernardoni 25-11-2011 22-02-2016 Franco Bernardoni di anni 90 Remo Zanella 6 ottobre Sabato 10 ottobre hanno celebrato il loro matrimonio Andrea Nuti e Chiara Cesaretti , ha celebrato il rito don Matteo Nincheri 12 ottobre (babbo del ns. Vesovo, deceduto ad Orentano)

Vittorio Paccosi di anni 100 11-02-2019 Carla Panattoni 16-03-1992 Amato Biondi 22 luglio Umberto Cristiani di anni 58 La Parrocchia ringrazia Felice Ficini in memoria di Remo

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4 Cinque vescovi, tredici sacerdoti, cinque diaconi permanenti, un consigliere regionale, sette sindaci, uno stuolo di amministratori comunali, una dozzina di congregazioni religiose, i volontari di otto confraternite di Misericordie, movimenti mariani, associazioni,operatori sanitari e volontari a gogò: sabato scorso, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele di Bientina – tra palazzo civico e chiesa di Santa Maria Assunta – si è ritrovata una comunità intera per salutare la nascita di una residenza sanitaria assistenziale e di un centro diurno per persone anziane. La struttura è intitolata alla Madonna del Sacro Cuore. La sua immagine – così bene riprodotta in vetroresina da un artista lucchese si trova adesso sul tetto dello stabile, oggi sede della rsa e che in passato fu abitato dalle suore Vincenziane della carità, che qui gestivano l’ospizio «cronici Luigi Gerini».

Poi le suore lasciarono Bientina: era il 1995. Il palazzo, divenuto di proprietà della famiglia Pacini Battaglia, è rimasto a lungo inutilizzato. Un provvidenziale incontro tra gli eredi di Pierfrancesco Pacini Battaglia e il presidente della Fondazione «Madonna del Soccorso» don Mario Brotini ha aperto le porte ad una nuova soluzione: l’apertura di una moderna residenza sanitaria e centro diurno per anziani a dimensione familiare. «A Bientina una vera e propria rsa non c’è mai stata» ha ricordato il primo cittadino Dario Carmassi. La nuova residenza potrà accogliere 48 persone anziane non autosufficienti e altri 5 in regime semiresidenziale. All’interno opereranno 43 dipendenti: sei infermieri, 26 operatori addetti all’assistenza di base o operatori socio assistenziali, due animatori, due fisioterapisti, oltre al coordinatoredirettore, al personale amministrativo, di cucina e dei servizi generali. Presteranno servizio anche quattro suore Catechiste del Cuore Immacolato di Maria, in possesso del titolo di addette all’assistenza di base: già la loro presenza è una «benedizione», perché una famiglia religiosa, a Bientina, mancava da più di trent’anni. La direzione è affidata ad una neomamma, Maria Regina Banti, bientinese doc, già dipendente della Fondazione Madonna del Soccorso e fino ad oggi in servizio ad Orentano.

La Fondazione è espressione della diocesi di San Miniato: nata a Fauglia l’8 dicembre 2009 per volontà dell’allora ordinario di San Miniato Fausto Tardelli, oggi conta circa 150 dipendenti e gestisce, oltre alla rsa di Fauglia, diverse opere assistenziali, educative e sociali, tra cui le rsa di Orentano, un asilo nido e una scuola dell’infanzia, una casa per ferie a Cavo all’Isola d’Elba, servizi di trasporto e attività di sostegno alle persone in difficoltà.

«Anche mio padre è ospite di una rsa di Orentano» ha raccontato il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi «posso quindi testimoniare qual è lo spirito che anima gli operatori della Fondazione». Fondazione nata a San Miniato e che adesso mette le sue radici anche nella diocesi di Pisa. l’inaugurazione della RSA «Madonna del Sacro Cuore anni. Alla Messa d’esequie, concelebrata da monsignor Paccosi insieme al vescovo di Massa Marittima Carlo Ciattini e al clero diocesano, hanno partecipato numerosi fedeli da tutta la diocesi. Nell’omelia il vescovo ha ricordato gli ultimi anni del padre, vissuti nella gratitudine e pieni di «quella letizia, che è il segno della certezza della fede». Una fede per cui «le famiglie diventano luoghi di crescita per l’umano e il lavoro diventa forma di carità vissuta». Quella di oggi, ha detto ancora monsignor Paccosi, è stata «una celebrazione piena di gratitudine e di pace». Un pensiero speciale è andato alla Fondazione Madonna del Soccorso di Orentano e a quanti vi lavorano, diventata per tante famiglie «un punto di luce e di speranza».Nei ringraziamenti finali il vescovo ha salutato sacerdoti, autorità civili e militari e il sindaco di Castelfranco di Sotto, in un momento «pieno di malinconia, ma anche di serena gioia». La tumulazione è avvenuta nel cimitero monumentale dell’Antella, a Bagno a Ripoli, dove già riposa la moglie di Vittorio, Raffaella Carrai. La diocesi si stringe in preghiera attorno al vescovo Giovanni e alla sua famiglia.

Si sono svolti mercoledì 14, nella chiesa di Paccosi, babbo lunedì 12 ottobre all’età di cento funerale di Vittorio Paccosi (babbo del ns. Vescovo)

Nel riquadro

San Lorenzo martire a Orentano, i fu n era l i di Vittorio Emanuele del nostro vescovo Giovanni, scomparso

Bientina (di Andrea Bernardini)

Barocco la figura di Santa Cecilia si consacrò definitivamente come protettrice dei musicisti e dei cantanti nell’immaginario collettivo e nell’arte. Nel dipinto di Artemisia Gentileschi, la santa è ritratta a mezza figura al centro della scena, mentre stringe tra le mani un grande liuto. Le sue dita sono adagiate sulle corde nell’atto di suonare, con la testa elegantemente reclinata all’indietro e lo sguardo rivolto verso l’alto alla ricerca dell’ispirazione celeste. Questa scelta ha un forte significato simbolico: anziché presentare gli strumenti musicali come simboli di distrazione o peccato mondano da rifiutare, come spesso accadeva nella tradizione precedente, Artemisia sceglie di non condannare la musica terrena; al contrario, la consacra. Il liuto, strumento cortese per eccellenza nel Seicento, diventa il mezzo concreto attraverso cui l’essere umano può sintonizzarsi con l’armonia di Dio, elevando l’arte a vera e propria preghiera. Sullo sfondo, quasi inghiottito dall’oscurità, emerge l’organo a canne. Si tratta dell’attributo iconografico tradizionale della santa, qui lasciato in secondo piano per dare spazio alla viva vibrazione delle corde del liuto. Dal punto di vista stilistico e cromatico la scena è dominata da un contrasto netto: lo sfondo scuro viene squarciato da una luce violenta e teatrale di chiara matrice caravaggesca. Questa luce investe la santa da sinistra, simboleggiando la Grazia Divina che illumina la mente della martire. Il fulcro visivo della tela è lo sfarzoso abito di Cecilia, dipinto con il celebre «giallo Gentileschi», un colore saturo e cangiante che evoca la luce della fede e la regalità dell’anima. I tratti fieri e marcati della santa suggeriscono che l’opera possa essere un autoritratto idealizzato, un potente simbolo personale con cui Artemisia ha voluto rivendicare la dignità, l’indipendenza e l’altissimo valore intellettuale delle donne artiste del suo tempo. Questo quadro, realizzato intorno al 1620 a olio su tela, si trova oggi a Roma, custodito all’interno della prestigiosa Galleria Spada. (Marisa Giorgi)

SANTA CECILIA (di Artemisia Gentileschi)

Ogni anno, il 22 novembre si celebra la festa di Santa Cecilia. La figura di questa santa vanta una ricchissima tradizione artistica. A partire dal tardoRinascimento, epoca in cui fu u ffi musica, e durante tutto il periodo

Nel riquadro

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