Parrocchia San Lorenzo Martire

Orentano (Pi)

Parrocchia San Pietro D'Alcantara Villa Campanile

Diocesi di San Miniato

 

Via della Chiesa, 64/66 - 56020 Orentano PI - Telefono: Parrocchia 0583 23017

Parroco Don Sergio Occhipinti 348 3938436 -  Diacono Roberto Agrumi 349 2181150

Posta elettronica: roberto.agrumi@alice.it

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Il nostro gruppo Scout

a Santiago de Compostela

Partenza  da SARRIA

Mancano ancora 100 Km.

PORTOMARIN  prima tappa 24°

Verso PALAS DE REI  47° km

la croce di Santiago

statuetta del santo

Qui tutti mettono una croce. Anche noi.

La concha (conchiglia)

Ad ogni bivio, ci tocca la salita

Monte del Gozo, da quì già si vede Santiago

Siamo alla periferia di Santiago

 

                            

             SANTIAGO DE COMPOSTELA - LA CATTEDRALE

Appena arrivato, bacio per terra, è il minimo che possa fare!     Dopo 122 Km, eccoci qua, siamo ancora vivi!!

----------------------------------------------------Le mie impressioni-----------------------------------------------------------

Un percorso affascinante, un’ esperienza alla portata di tutti dove, quasi sempre, per raggiungere la meta, contano più le motivazioni interiori che la preparazione fisica. Il problema infatti non sono le singole tappe, 20 o 25 chilometri come media giornaliera, sono alla portata di tutti, semmai la difficoltà è che non si tratta di fare un’escursione di un giorno, ma di mettersi in marcia ogni santo giorno con ogni tipo di tempo e soprattutto con uno zaino di 10, 12 chili sulle spalle. Ogni notte si dorme in rifugi antichi e nuovi, a disposizione dei pellegrini. Sono più di mille anni che si cammina verso Santiago e il tracciato attuale, è ancora quello storico dei pellegrini medioevali. Oggi sono migliaia le persone che ogni anno si mettono in cammino, qualcuno per sport, qualcuno per turismo molti però sulle tracce di una ricerca interiore che quì si intesse di silenzio e di grandi spazi di solitudine, ma anche di incontri di grande umanità. Così il Cammino, con la sua storia, che è innanzitutto una storia di fede, si offre  e appartiene a tutti, a chiunque decida di percorrerlo per gli 800 km, o a chi si metta in viaggio anche solo pochi giorni. Perfino nei mesi invernali, ormai, quando il freddo gela le gambe e i pensieri, c’è sempre qualcuno che bussa alle porte dei rifugi. Sì, perché qui l’ospitalità, com’era un tempo, è esperienza quotidiana.  La storia, ed in parte la tradizione e la leggenda di Santiago de Compostela affonda le radici nell’epoca apostolica. Dopo la morte e Risurrezione di Gesù, gli apostoli si disperdono ad “annunciare il vangelo fino ai confini della terra”. Secondo la tradizione, l’apostolo Giacomo il Maggiore, arriva nella penisola Iberica, attraversa l’ Andalusia e giunge nella remota Galizia. Ritornato in Palestina muore martire, primo degli apostoli, decapitato.

Due suoi discepoli ne trafugano il corpo, lo trasportano su una barca nuovamente in Galizia, per poi seppellirlo in un bosco, presso il quale erigono un altare di marmo. Così il corpo dell’apostolo torna nelle terre  che lo avevano visto all’opera come annunciatore del vangelo. Passano i secoli e la tomba viene dimenticata, fino a perderne le tracce. Nell’anno 813 un eremita  e pastore ogni notte comincia a vedere delle luci su di un monte, gli appare quindi in sogno l’apostolo Giacomo, che lo invita a scavare lì per riportare alla luce il suo sepolcro. Durante i lavori viene alla luce un’ arca di marmo nella quale si trovano i resti di un’ uomo decapitato. Si grida al miracolo e la notizia della scoperta della tomba di san Giacomo comincia a diffondersi. Viene eretta una prima chiesa sopra il sepolcro, intorno alla quale si sviluppa un piccolo borgo.  Sta nascendo Santiago de Compostela, la terza città santa della cristianità, dopo Gerusalemme e Roma. Inizia così il pellegrinaggio che da tutta l’Europa cristiana porta folle sempre più numerose alla tomba dell’apostolo. La tomba di san Giacomo è per la Spagna e per l’Europa l’identificazione di un forte simbolo comune per il quale e a partire dal quale, fronteggiare l’invasione mussulmana che minacciava di espandersi nel resto del continente. Santiago finisce per essere una speranza alla quale aggrapparsi. Tra i più illustri pellegrini a Santiago c’è stato probabilmente san Francesco d’Assisi. Ma anche Dante, nella Divina Commedia, spiega che “pellegrino” è colui che si reca a Santiago, chi va a Roma è “Romeo” e chi si reca a Gerusalemme è detto “palmario”.  La fatica del Cammino ci indica che ogni uomo è, per essenza, pellegrino, creato per Dio  e liberato per Cristo. Il Cammino, come l’uomo, è imparare a darsi e a ricevere. L’immagine del pellegrino riporta alla memoria la figura di Abramo. Ci ricorda l’esodo nel deserto e la terra promessa. Il credente è colui che esce dalla sua patria, da quello che considera proprio, nasce di nuovo e senza voltarsi indietro comincia il suo itinerario impara quello che è il deserto, ed ogni volta affretterà di più i suoi passi per arrivare alla meta, della quale ha sentito parlare e che considera come promessa. Attualmente il cammino di Compostela continua ad accogliere la vita e la ricerca di numerosi viandanti. Parlare del cammino risulterà sempre una riflessione povera se non si ritorna a calcare la strada che racchiude più parole di tutti i diari scritti dai pellegrini.

Siamo partiti in sette, quattro baldi giovani Francesco, Paolo, Lorenzo e Francesca e tre adulti Giovanni, Clara e Roberto.

Partenza mercoledì 8 luglio dalla chiesa, dopo la benedizione di don Sergio e il saluto ai parenti. Sosta a Marsiglia per la notte a casa di Lorenzino Ficini, poi tutta una tirata fino a Santander dove dormiamo in un campeggio. Nel pomeriggio arriviamo a Sarria da dove, il mattino dopo, inizieremo la nostra avventura a piedi. 120 chilometri in 5 giorni, ce la faremo! Mi alzo la mattina e non ho fame, non faccio colazione, questo mi costerà caro, ho mal di testa, ho mal di stomaco, quasi quasi torno indietro, mi pento di esserci venuto, ma chi me l’ha fatto fare! Troviamo un ristoro, ordiniamo qualcosa, mi portano un panino con la frittata di patate e cipolle, soltanto l’odore mi viene da vomitare. Riesco a mandarne giù una metà, ci bevo sopra e mi vado a sdraiare al fresco sotto un ciliegio. Si riparte, mi sembra di essere rinato, non ho dolori di nessun tipo, arriviamo a Portomarin dopo 24 chilometri di caldo asfissiante, dormiamo in un ostello, 35 lettini in uno stanzone, non me ne importa, dormo come un sasso. La mattina dopo, seconda tappa con arrivo a Palas de Rei, faccio una bella colazione, perché scopro il pane tostato con burro e marmellata, mi sento benissimo. Per arrivare a Palas de Rei ci sono 23 chilometri di salite e ripide discese, improvvisamente cambia il tempo, vento forte e pioggia a tratti, ma non ci spaventa anzi ci da più coraggio, con il fresco la fatica si sente di meno. Si dorme in un ostello, nuovissimo, anche quì però in settanta in una stanza. Terzo giorno da Palas de Rei a Melide 18 km, ci sembrano pochi ed arriviamo fino a Salceda  in totale i km sono 34. Quarta tappa da Salceda ad Arzua 20 km. Ultima tappa Santiago 21 km, arriviamo col sole, davanti la basilica mi inginocchio e bacio per terra. Sono stati 122 chilometri di fatica, non di sofferenza. La mattina dopo, siamo a giovedì 16, santa messa in cattedrale, celebra il vescovo di Montreal (Canada) nella sua omelia dice che il cammino di Santiago è la sintesi del cammino della nostra vita, dove le difficoltà sono rappresentate dal caldo, dalla pioggia o dal peso della mochilla (così si chiama lo zaino in spagnolo). Dopo la messa partiamo subito per Santo Domingo de Silos, dove ci aspetta padre Clemente nel suo monastero, vi restiamo un giorno intero. Visitiamo anche Burgos e poi tutta una tappa fino a casa dove arriviamo domenica mattina. Dormo tutto il giorno, mi sveglio un attimo per vedere vincere Valentino Rossi e poi dormo fino a sera. Non riesco a vedere nemmeno l’arrivo del giro di Francia e per me è grave.

                                                                                                                                                                          Roberto

 

Festa di San Lorenzo Agosto 2007

Festa di San Lorenzo Agosto 2005

                  FESTA DI SAN LORENZO  AGOSTO  2011