Ben altri lutti si preparavano col nuovo secolo. Passato il fronte di guerra, che aveva visto Orentano subire l’occupazione tedesca durata ben sette mesi, partiti gli Americani che il 2 settembre 1944 avevano liberato il paese sotto un fuoco di sbarramento nemico, alla fine si contarono i danni, oltre ai morti che, per cause belliche, nella nostra parrocchia furono in numero di sette. La chiesa aveva avuto il tetto scoperchiato in parte da una cannonata tedesca, sparata proprio quel 2 settembre; le macerie ingombrarono a lungo la navata, e pure il pavimento rimase danneggiato. L’arciprete don Ferdinando Giovannetti fu costretto a officiare per alcuni mesi nella cappella del cimitero. Alla fine però la chiesa venne riparata. Il segno di una scheggia di proiettile sulla facciata sud della chiesa, che era visibile poco sotto i finestroni, rimase ancora a lungo; infatti è stato riparato solo di recente.

Un altro grosso intervento di restauro della chiesa fu eseguito un secolo dopo la sua costruzione dall’arciprete don Livio Costagli; riguardò ancora una volta il tetto, ma più che altro gli stucchi, gli intonaci e l’impianto elettrico che fu rifatto con linee sottotraccia.
I lavori iniziarono il 22 settembre del 1958, come lasciò scritto l’arciprete in alcuni suoi appunti di memorie. Si cominciò dal tetto, sostituendo i vecchi embrici e i tegoli toscani con nuovi embrici marsigliesi. I restauri della copertura, realizzati dalla ditta Ruglioni Alfredo, furono completati nel mese di ottobre successivo.
I lavori interni, invece, cominciarono nella primavera del 1959 e le funzioni religiose furono spostate nella cappella del neo-costruito asilo infantile, almeno fino all’agosto successivo, allorché la chiesa venne riconsegnata ai fedeli proprio in occasione delle feste patronali di San Lorenzo.
Questa la memoria lasciataci per l’occasione dall’arciprete:
«4 maggio 1959. Oggi sono iniziati i lavori di restauro alla Chiesa Arcipretura di Orentano. La chiesa è stata sgombrata di tutto quello che si poteva rimuovere ed è stata chiusa al culto. Il SS. Sacramento è stato portato nel salone superiore dell’Asilo, dove si faranno tutte le funzioni sacre in questo periodo, tranne le associazioni e gli uffici funebri.
L’appalto dei lavori messi in gara, è stato affidato alla ditta del Cavaliere Tuci Azeglio di Pistoia.».
Dal capitolato di appalto, redatto in data 1° maggio 1959, risulta che fu affidata alla ditta del Tuci, pittore, decoratore e restauratore, «… l’esecuzione di tutte le opere e provviste necessarie alla pulitura, rifrescatura, lucidatura, verniciatura e restauro della chiesa Arcipretale di Orentano. In particolare formano oggetto dell’appalto: tinteggiatura a bianco di calce con tonalità di colori appropriati, compresa anche la Sacrestia; pilastri, colonne, fasce di ricorso e trabeazione; lavatura e pulitura con ripresa di macchiatura e lucidatura delle stesse. Altari: accurata ripulitura di tutte le parti in pietra ed in marmo con rifacimento a tinta a olio appropriate delle loro parti mancanti o deteriorate. Cantoria e organo: sistemazione delle stesse con tonalità di colori appropriati. Confessionali e coro: accurata verniciatura e nuova pulitura; panche: ad esse sarà usato il solito trattamento …. Dipinti e statue dei santi: pulitura e restauro. Sono esclusi dall’appalto i lavori di muratore per la spicconatura e la ripresa degli intonaci, tracce, ecc. per le quali sarà provveduto in economia. … Il prezzo dell’accollo è stato concordemente stabilito il lire 280.000 …».
Alla conclusione dei lavori don Costagli scrive con compiacimento:
«8 agosto 1959. Inaugurazione della chiesa restaurata. Dopo un intenso e febbrile lavoro di elettricisti, muratori, imbianchini, pittori, falegnami, fabbri, marmisti …. durato tre mesi e terminato in mattinata di oggi 8 agosto, l’interno della chiesa, sacrestia, ingressi, è stato tutto rinnovato.
Alle ore 21,30 fra canti, suono di campane e grande tripudio di tutto un popolo osannante è stato riportato il SS. Sacramento dall’Asilo nella bella Chiesa arricchita di marmi, di luci, splendida nei suoi bei colori. Dopo la rituale benedizione l’Arciprete esortava il popolo a ringraziare Dio, la Madonna, S. Lorenzo dell’ambita grazia concessa. La gratitudine e la gioia di tutti i numerosi presenti sfociata nel canto a voce di popolo del solenne Te Deum! …».
È stato in occasione di questi lavori che in chiesa fu eliminato il pulpito del predicatore posto sopra la porta laterale destra, al quale si accedeva tramite la cappellania posta sopra la sacrestia. Un’altra modifica, per quale non cesseremo mai di dolerci, fu la sostituzione dei vecchi lampadari di cristallo, cambiati con altri più moderni, ma di minor pregio.
Un quadro più esauriente delle dimensioni dell’intervento ci viene da un ritaglio di giornale dell’epoca (non sappiamo di quale testata) ritagliato dall’arciprete e conservato in archivio parrocchiale assieme al resto della documentazione.
«Orentano – I restauri della Chiesa Arcipretura – La chiesa di Orentano, iniziata nel 1838, e consacrata nel 1854, era stata restaurata nel 1903. benché riparata via via che occorreva, come dopo il passaggio dell’ultima guerra, aveva bisogno di una revisione generale, che presa in serio esame dal sig. Arciprete col consiglio parrocchiale si decise l’anno scorso in settembre di dare inizio ai lavori.
Si cominciò dal tetto, che fu scoperchiato tutto, sostituendo buona parte del legname, e mettendo al posto dei tegoli e embrici toscani, embrici marsigliesi con una spesa di oltre 700.000 lire. Nel maggio u.s. furono iniziati i lavori nell’interno, col nuovo e moderno impianto elettrico, sotto traccia per l’illuminazione e l’altoparlante con un quadro in sacrestia per i vari comandi.
Seguì la stonacatura e l’intonacatura delle parti lese, il rivestimento in marmo bardiglio e bianco di Carrara dei basamenti delle colonne, il battiscopa in travertino, come pure il rivestimento del Fonte battesimale.
Sono stati tolti gli otto finestroni in legno e sostituiti con dei nuovi telai in ferro e vetri termolux; riparate le panche e aggiunte altre dieci nuove, verniciate le porte, il coro, i confessionali, illuminate al neon le urne dei santi, come pure la Via Crucis, anch’essa nuova in terracotta patinata avorio fondo oro. Aggiustate le due porte laterali, riparato il pavimento sostituendo le marmette rovinate e levigandone l’intera superficie. Sei lampadari, 12 appliques, 6 tubi fluorescenti, 2 riflettori, 6 bracciali formano il complesso di illuminazione.
Demolizione di parte della cappellania, risanamento della sacrestia con soffitto in cemento armato, rinnovato l’ingresso laterale della chiesa con pavimento e soffitto nuovi, come pure sono stati fatti i pavimenti nella stanza della confessione degli uomini e in quella sopra alla sacrestia, a cui si accede per le nuove scale costruite nella vecchia cereria. I lavori sono stati seguiti da varie ditte locali e principalmente dalla ditta del sig. Azeglio Tuci di Pistoia.».
Nella primavera-estate del 1972, poi, con l’arciprete don Gino Frediani, fu eseguito il rialzamento del primo piano dei locali della sacrestia e dell’ex cappellania, dove c’erano tre o quattro stanzette, disposte a piani sfalsati, raggiungibili mediante una scala un po’ traballante. Dopo l’apertura del nuovo edificio scolastico di Orentano, avvenuta nell’ottobre del 1958, erano state arredate con i banchi in legno dismessi dalla vecchia scuola. In queste stanze negli anni Cinquanta e Sessanta si tenevano le lezioni di catechismo e i locali servivano anche da spogliatoio per le partite di calcio e da sede del gruppo sportivo orentanese.
Rifatta la copertura, la scala in muratura e il solaio, furono realizzati al piano terra la centrale termica, e al primo piano i servizi igienici e la sala parrocchiale, che fu inaugurata il 1° dicembre dello stesso anno. Per l’occasione fu recuperata sotto l’intonaco l’antica meridiana solare che porta ancora impressa la data MDCCCXIV (1814). Ciò conferma la sopravvivenza di questa parte di fabbricati alle demolizioni dell’anno 1838.
Sempre nel 1972 fu avviato uno studio preparatorio con l’incarico di ideare una nuova sistemazione interna della chiesa per adeguarla alle norme liturgiche introdotte a seguito del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo. Il progetto venne commissionato all’architetto romano, ma orentanese di origine, Agostino Ficini.
Ottenuto non senza difficoltà il parere della Soprintendenza ai Monumenti di Pisa, nell’estate del 1973 ebbe inizio una prima fase dei lavori. Il progetto iniziale, però, dovette essere modificato a seguito dei suggerimenti proposti dalla Soprintendenza che aveva respinto l’idea di eliminare gli altari in marmo, imponendo bensì il loro mantenimento, anche se in forma ridimensionata.
L’iniziativa di don Frediani tuttavia fu avversata duramente in paese da frange di conservatori che mal digerivano l’idea di quel radicale cambiamento, non solo di natura architettonica, con cui si vedeva stravolto un ordinamento in chiesa e una tradizione ormai consolidati. Si arrivò perfino a una raccolta di firme per osteggiare il progetto di rifacimento del presbiterio.
Fu così che nell’aprile del 1974, per cercare adesioni al progetto e per sgombrare il campo dalle polemiche, l’arciprete, tramite il consiglio pastorale, fece indire un referendum tra i parrocchiani, col quale alla fine riuscì ad ottenere l’approvazione ai lavori, anche se una minoranza consistente di votanti si dichiararono espressamente per il no.

I lavori poterono così proseguire. In pratica fu smontato e arretrato di alcuni metri l’altar maggiore, con l’inevitabile eliminazione del retrostante coro in legno di noce pregiato che andò quasi completamente disperso (del coro rimasero solo alcuni seggi, che sono stati disposti ai due lati del presbiterio e il leggio, che fu collocato al centro della sacrestia). In precedenza erano stati ridotti in profondità i due altari laterali a beneficio dello spazio per le panche; fu eliminata anche l’elegante balaustra di marmo che divideva la navata dal presbiterio e al centro di questo fu collocato il nuovo altare, semplice e di fattura moderna, dove ora il sacerdote può celebrare la messa senza più dover volgere le spalle ai fedeli. Così l’altar maggiore con il suo tabernacolo, oltre alla funzione di conservazione del SS. Sacramento, è venuto ad assumere una funzione puramente scenografica. I lavori terminarono all’inizio del 1975 e nel mese di marzo fu consacrato il nuovo altare.
Un’altra modifica venuta a seguito delle innovazioni conciliari fu l’introduzione del nuovo fonte battesimale, collocato nel presbiterio a lato dell’altare. Quello vecchio in fondo di chiesa è stato così dismesso e nella nicchia è stata posta una statua della Madonna.
Se si escludono periodici interventi di manutenzione e di adeguamento tecnologico degli impianti, che sono stati fatti ultimamente nella nostra chiesa, non vi sono stati poi altri lavori che abbiano interessato in maniera significativa le sue componenti architettoniche e strutturali.